Mondi Paralleli. Marco Abbamondi | Dario Agrimi | Enrico Minguzzi | Barbara Nati

Collettiva

Mondi Paralleli. Marco Abbamondi | Dario Agrimi | Enrico Minguzzi | Barbara Nati

23 Aprile 2017

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20 Maggio 2017

Ricomincia la stagione estiva della sede caprese di AICA | Andrea Ingenito Contemporary Art con un progetto espositivo di ampio respiro intitolato “Mondi Paralleli”. Orizzontata nella splendida e suggestiva cornice dell'isola azzurra, la mostra raccoglie circa venti opere — spaziando con disinvoltura tra lavori su tela, fotografie e sculture — nate dalla ricerca di quattro talentuosi autori della scena artistica attuale: Marco Abbamondi, Dario Agrimi, Enrico Minguzzi e Barbara Nati. Il concetto portante della rassegna si sviluppa attorno a personali e profonde riflessioni sulla rappresentazione della realtà che ci circonda. Ciascuno degli artisti coinvolti si fa interprete, attraverso un linguaggio estremamente contemporaneo e accattivante, di un punto di vista unico che, partendo da una dimensione intima, assume una valenza universale. Questi mondi paralleli dialogano fittamente tra loro pur senza mai intersecarsi, catturando l'occhio del pubblico e offrendo un'interessante e polifonica rassegna sui molteplici codici della contemporaneità. Il percorso espositivo si articola attraverso accostamenti dialettici di grande impatto visivo e concettuale. Le opere del napoletano Marco Abbamondi (classe 1974) traggono una potente ispirazione dal regno naturale; le sue inconfondibili forme biomorfe segnano uno stile rigoroso e particolare, estrinsecando un rapporto prettamente "fisico" e tattile con la materia, la superficie della tela e l'oggetto tridimensionale. A questa forte fisicità risponde l'indagine iperrealista dell'abruzzese Dario Agrimi (1980), una ricerca in cui i confini e le distanze tra realtà e finzione si dissolvono definitivamente. Le sue figure, colte in un continuo divenire spaziale, oscillano fluidamente tra il registro ironico e quello grottesco, conducendo inevitabilmente l'osservatore a interrogarsi sulla natura profonda delle cose. La riflessione sull'elemento naturale si arricchisce ulteriormente con la pittura del romagnolo Enrico Minguzzi (1981), capace di fondere mirabilmente i criteri della tradizione pittorica a soluzioni formali fortemente innovative. L'atmosfera sospesa dei suoi paesaggi penetra lo sguardo dello spettatore, evocando una dimensione multisensoriale in cui sembra quasi di percepire il profumo del legno, delle foglie e della neve. Chiude idealmente questo quadrilatero espressivo la ricerca della romana Barbara Nati (1980), che si serve del medium fotografico per restituire la complessità di un mondo in cui i linguaggi si incrociano e si contaminano continuamente. I suoi scatti, dominati da atmosfere oniriche, utopiche e talvolta apocalittiche, mirano ad analizzare il caos che regna sotto la superficie della realtà ordinaria, mantenendo tuttavia uno sguardo costantemente carico di ironia e raffinata leggerezza. Sancendo il debutto di una programmazione caprese che si preannuncia eccezionalmente densa di stimoli intellettuali, la mostra si configura come il primo tassello di un ricco calendario estivo. Nei mesi successivi si avvicenderanno infatti nelle sale della galleria altri tre importanti eventi: una grande artista americana e un autore di rilievo internazionale occuperanno la scena fino alla chiusura di settembre, che vedrà come protagonista un grandissimo nome della storia dell'arte italiana.

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