Capri, La scultura Matermania di Giacomo Rizzo a Villa Lysis

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Capri, La scultura Matermania di Giacomo Rizzo a Villa Lysis

8 Ottobre 2016

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Nella splendida e suggestiva cornice di Villa Lysis a Capri, dimora storica e simbolo intramontabile di raffinato estetismo e isolamento intellettuale, prende vita il progetto espositivo che vede protagonista la scultura monumentale Matermania di Giacomo Rizzo. L'installazione si configura come un appuntamento d'eccezione capace di far dialogare l'architettura eclettica della villa con la forza primordiale e mitica della natura isolana. Al centro dell'evento si colloca la complessa indagine plastica di Rizzo, la cui ricerca linguistica si muove da anni lungo un binario di profonda interazione con la memoria del territorio e l'archeologia della natura, spingendo costantemente il volume tridimensionale della scultura a fondersi con una vibrante e sensibile resa pittorica. La scultura Matermania rappresenta la matura e perfetta evoluzione del metodo operativo che contraddistingue l'artista palermitano: lo “strappo”. Questa particolare metodologia consiste nel realizzare calchi diretti sulla viva pietra, lavorando meticolosamente sulla superficie degli elementi naturali per carpirne, attraverso la pressione e il contatto della materia, l'essenza più intima e recondita. Per questa specifica occasione, Rizzo ha rivolto il proprio sguardo analitico e il proprio religioso rigore d'esplorazione verso la celebre Grotta di Matermania (o Matromania), un antro dell'isola denso di miti ancestrali, antichi culti romani legati a divinità sotterranee e geologia millenaria. L'impronta organica, aspra e tormentata della roccia viene così "strappata" e cristallizzata dall'artista, trasformandosi in una vera e propria sindone contemporanea capace di intrappolare l'energia del tempo. Allestita negli ambienti di Villa Lysis, l'opera instaura un cortocircuito visivo ed emozionale di straordinaria potenza. La superficie rugosa e fittamente stratificata del calco rivive in un dialogo serrato con le linee eleganti della dimora caprese, riportando il valore monumentale della roccia e del mito a una scala intimamente umana. In questo lavoro si compie pienamente quel movimento teorico che caratterizza la poetica di Rizzo, volto a dipartire dalla res terrena per sublimarla in imago animae. Risalendo dal dato contingente della terra all’idea pura dello spirito, la scultura cessa di essere una semplice riproduzione mimetica per farsi riflesso dell'anima, una testimonianza plastica di una spiritualità sepolta ma non dimenticata, splendidamente sospesa nel panorama senza tempo di Capri.

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