Giacomo Rizzo, nato a Palermo nel 1977, si attesta nel panorama internazionale come una figura di spicco e un caposaldo della scultura contemporanea e dell'arte ambientale. Titolare della cattedra di Scultura e Tecniche di fonderia presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, l'artista sviluppa la sua ricerca muovendosi fluidamente tra la Sicilia, Cordoba e Lima. La sua raffinata poetica si configura come una costante indagine estetica e linguistica guidata dal contatto simbiotico con la natura e il territorio, inteso come un vero e proprio "luogo dell’anima". Attraverso un'attenta analisi critica della società odierna e l'interazione diretta con lo spazio naturale, le sue opere monumentali veicolano messaggi limpidi e precisi sul delicato e urgente rapporto tra l'uomo e l'ambiente. La rilevanza istituzionale della sua ricerca plastica è ampiamente documentata da una fitta serie di opere pubbliche e installazioni site-specific presenti in rinomati musei e collezioni globali. Tra i suoi interventi più significativi spiccano The Pat (2014), presentata al Palazzo delle Nazioni Unite a New York, il monumento Itaca (2015) a Capo Granitola e l'opera Respiro (2016) presso il Museo Riso di Palermo. Di particolare rilievo critico è l'installazione Matermania (2016) a Villa Lysis a Capri, insignita del prestigioso Matronato del Museo MADRE di Napoli, seguita dall'esposizione permanente di tre opere presso l'Aeroporto Internazionale di Palermo nel 2018. Nel 2019 realizza un primato con Il mare di Sebastiano Tusa a Ustica, la prima scultura in marmo collocata nelle profondità di una riserva marina, mentre nel 2020 firma i progetti Passaggi al Museo Romano di Lisbona e Where is your nature? presso la Fondazione Orestiadi di Gibellina. Il ricco percorso espositivo di Rizzo vanta tappe internazionali di assoluto prestigio. Nel 2019 presenta la mostra Spirituality in the material all'ONU di New York, progetto seguito dalla rassegna Na palma de uma rocha (2020/21) a Lisbona e dall'ambizioso evento Are you my Mother?, sviluppato in collaborazione con il Mana Contemporary (Jersey City, Chicago, Miami) e allestito nello scenario del Parco Archeologico di Selinunte. Nel 2022 la sua consacrazione all'estero si consolida ulteriormente grazie alla mostra In the land presso l’Istituto Italiano di Cultura di Lima e all'imponente esposizione antologica La vida como experiencia a Cordoba, in Spagna, che ne consacra definitivamente il ruolo di maestro della plastica contemporanea.