Concependo la pratica plastica come un'estensione vivente del territorio e come un contatto simbiotico con l'elemento naturale, Giacomo Rizzo si attesta nel panorama internazionale come una figura di spicco della scultura contemporanea e dell'arte ambientale. Titolare della cattedra di Scultura e Tecniche di fonderia presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, l'artista sviluppa la sua ricerca muovendosi fluidamente lungo un asse geografico e culturale che unisce la Sicilia, Cordoba e Lima. La sua raffinata poetica si configura come una costante indagine estetica e linguistica guidata dall'interazione diretta con il paesaggio, inteso non come mero sfondo visivo, ma come un autentico "luogo dell’anima" capace di veicolare messaggi limpidi e precisi sull'urgente e delicato rapporto tra l'uomo e l'ecosistema. La rilevanza istituzionale della sua ricerca è ampiamente documentata da una fitta serie di opere pubbliche e installazioni site-specific accolte in rinomati musei e collezioni globali. Tra i suoi interventi più significativi spiccano The Pat (2014), presentata al Palazzo delle Nazioni Unite a New York, il monumento Itaca (2015) a Capo Granitola e l'opera Respiro (2016) presso il Museo Riso di Palermo. Di particolare rilievo critico è l'installazione Matermania (2016) a Villa Lysis a Capri, insignita del prestigioso Matronato del Museo MADRE di Napoli, seguita dall'esposizione permanente di tre opere presso l'Aeroporto Internazionale di Palermo nel 2018. Nel 2019 l'artista realizza un autentico primato con Il mare di Sebastiano Tusa a Ustica, la prima scultura in marmo collocata nelle profondità di una riserva marina, a cui si affiancano nel 2020 i progetti Passaggi al Museo Romano di Lisbona e Where is your nature? presso la Fondazione Orestiadi di Gibellina. Il ricco percorso espositivo di Rizzo vanta tappe internazionali di assoluto prestigio che ne consolidano la dimensione cosmopolita. Nel 2019 presenta la mostra Spirituality in the material all'ONU di New York, progetto seguito dalla rassegna Na palma de uma rocha (2020/21) a Lisbona e dall'ambizioso evento Are you my Mother?, sviluppato in collaborazione con il Mana Contemporary (Jersey City, Chicago, Miami) e allestito nel suggestivo scenario del Parco Archeologico di Selinunte. Nel 2022 la sua consacrazione all'estero riceve un ulteriore impulso grazie alla mostra In the land presso l’Istituto Italiano di Cultura di Lima e all'imponente esposizione antologica La vida como experiencia a Cordoba, in Spagna, tappe fondamentali che ne consacrano definitivamente il ruolo di maestro della plastica contemporanea.