La sede milanese della galleria Andrea Ingenito Contemporary Art è lieta di annunciare l'apertura di un appuntamento espositivo di eccezionale rilievo internazionale, configurato come una prestigiosa mostra personale dedicata all’acclamatissimo artista britannico Damien Hirst, intitolata “Spin Painting 2009. La velocità nascosta”. La rassegna, aperta al pubblico dal 27 ottobre al 21 dicembre 2023 con un vernissage inaugurale fissato per venerdì 27 ottobre alle ore 18:00, rappresenta un traguardo unico per il territorio poiché espone per la prima volta a Milano, all'interno di una galleria privata, un corpus di circa trenta opere uniche della celebre serie “Spin Painting”. Questi specifici lavori furono realizzati da Hirst nel 2009 in occasione della sua monumentale esposizione “Requiem” presso il Pinchuk Art Centre di Kiev e segnano un cambiamento radicale rispetto alla sua produzione precedente, sfidando in modo aperto e affascinante la nostra stessa percezione del controllo e dell'arbitrio artistico. La tecnica adottata per questo ciclo prevede il montaggio del supporto d'opera su un dispositivo meccanico rotante, sul quale il colore viene versato o spruzzato in movimento in maniera del tutto casuale dalla forza centrifuga. Il risultato di questo processo d'avanguardia approda a una fusione di forme e cromatismi eccezionalmente vividi e intensi che, attraverso contrasti visivi di straordinaria potenza, invitano lo spettatore a lasciarsi trasportare dal vortice per rintracciarne un personalissimo significato emotivo. Con la sua tipica audacia, Hirst agisce qui come un autentico alchimista del contemporaneo, capace di elevare la casualità e i materiali comuni a espressione pura di energia e riflessione sulla vita stessa. Si tratta di un'attitudine concettuale così rivoluzionaria da averlo consacrato come l'icona artistica più influente degli ultimi quarant'anni, occupando nel panorama odierno una centralità culturale del tutto analoga a quella che rivestì Andy Warhol per la Pop Art nel recente passato. Questo profondo viaggio sospeso tra caos, bellezza e provocazione intellettuale affonda le sue radici nella biografia stessa del maestro, nato a Bristol nel 1965 e salito alla ribalta mondiale sul finire degli anni Ottanta grazie alla storica mostra collettiva indipendente Freeze, allestita nel 1988 presso i Dock Offices di Londra, che sancì l'atto di nascita del dirompente movimento dei Young British Artists. Da quel debutto, la ricerca di Hirst ha costantemente scardinato le convenzioni tradizionali affrontando i temi cruciali della fragilità umana e della mortalità, una costante poetica esemplificata nel 1991 dal celeberrimo squalo preservato in formaldeide e intitolato The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living. L'indagine ravvicinata sul confine biologico dell'esistenza è divenuta da allora il vero filo conduttore della sua intera parabola, declinandosi magistralmente sia nelle asettiche geometrie farmaceutiche dei Medicine Cabinets sia nelle composizioni con ali di farfalla o nei provocatori teschi ricoperti di diamanti concepiti come moderni memento mori, elementi che trovano oggi un perfetto, dinamico e vitale contrappunto nell'energia cinetica e nella velocità nascosta di questa imperdibile monografica milanese.