La traiettoria di Ronnie Cutrone incarna in modo esemplare la transizione critica della figurazione americana verso la stagione del cosiddetto "Post-Pop", di cui è stato un interprete acuto e originalissimo. Dopo gli studi alla School of Visual Arts, compiuti tra il 1966 e il 1970, l'artista vive una stagione cruciale tra il 1972 e il 1980 come assistente personale di Andy Warhol all'interno della Factory. Questo sodalizio simbiotico lo vede coinvolto nella genesi di stampe, dipinti e pellicole d'avanguardia, permettendogli di metabolizzare i meccanismi di reificazione dell'immagine prima di inaugurare, nel 1982, un percorso autonomo e pienamente maturo. Il suo peculiare alfabeto visivo si focalizza inizialmente sull'appropriazione e la riscrittura dei personaggi dei cartoni animati, immersi in campiture dai colori brillanti e accesi che esasperano l'estetica dei mass media. Con l'avvento del nuovo millennio, la ricerca di Cutrone subisce un'evoluzione concettuale, spostandosi verso una serrata disamina delle tensioni sociopolitiche dell'America contemporanea; da questa urgenza nascono progetti di forte impatto come RED CROSS e CELL GIRLS. Questa produzione ottiene ampi consensi sia in Sudamerica — con un'intensa stagione espositiva nel 1998 tra San Paolo e Rio de Janeiro — sia nei massimi templi dell'arte mondiale, trovando spazio nelle collezioni permanenti del MoMA, del Whitney Museum, del MOCA di Los Angeles e del Boymans Van Beuningen in Olanda. Estremamente proficuo è inoltre il rapporto che l'artista stringe con il contesto culturale italiano. Già nel 1982, la storica Galleria Lucio Amelio di Napoli intuisce la forza della sua proposta ospitando una sua personale, a cui seguiranno i fitti sodalizi milanesi con Salvatore Ala e Lorenzelli Arte. Il legame con l'Italia si consolida ulteriormente attraverso prestigiose tappe istituzionali, come la mostra al Museo di Castelnuovo a Napoli (1997), l'esposizione al Chiostro del Bramante a Roma e la fondamentale presenza, nel 2004, alla grande rassegna antologica sulla Pop Art allestita alla Triennale di Milano. La sua scomparsa, avvenuta nel 2013, ha consegnato alla storia un corpus di opere straordinariamente attuale, capace di oscillare tra la leggerezza del fumetto e l'asprezza della critica sociale.