Keith Haring, nato a Reading nel 1958, si attesta nella storiografia artistica come una figura di spicco e un caposaldo imprescindibile della street art e della cultura visiva del XX secolo. Trasferitosi a New York nel 1978 per frequentare la School of Visual Arts (SVA), si inserisce rapidamente in una fervida comunità alternativa fuori dai circuiti museali tradizionali, legandosi a Jean-Michel Basquiat e Kenny Scharf. Influenzato dalle teorie partecipative di Christo e dalla fusione tra arte e vita di Andy Warhol, Haring sviluppa l'idea di un'arte dichiaratamente pubblica e collettiva. Trova il suo mezzo d'elezione nei pannelli pubblicitari inutilizzati della metropolitana: usando il gesso bianco su carta nera, trasforma la rete sotterranea in un vero e proprio "laboratorio" di segno per comunicare direttamente con i cittadini. La consacrazione internazionale si consolida tra il 1980 e il 1989, decennio scandito da importanti tappe espositive e istituzionali. Partecipa con Warhol alla rassegna Terrae Motus (1980) per il terremoto dell'Irpinia, espone alla Tony Shafrazi Gallery, a Documenta 7 di Kassel e alle Biennali di San Paolo e del Whitney. Autentico pioniere della democratizzazione dell'arte, nel 1986 apre a Soho il celebre Pop Shop, un'estensione della sua pratica volta a rendere le proprie immagini accessibili a chiunque a basso costo. Parallelamente, il suo attivismo si traduce in imponenti murales a sfondo sociale eseguiti in tutto il mondo; tra questi spiccano l'iconico manifesto visivo Crack is Wack a New York, l'intervento sul Muro di Berlino e l'opera monumentale per il centenario della Statua della Libertà, realizzata insieme a novecento bambini. Colpito dall'AIDS nel 1988, l'artista dedica gli ultimi capitoli della sua fulminea esistenza a diffondere consapevolezza sulla malattia, istituendo nel 1989 la Keith Haring Foundation a tutela dell'infanzia e delle organizzazioni per la salute. Nello stesso anno esegue sulla parete della chiesa di Sant’Antonio Abate a Pisa il suo testamento spirituale: Tuttomondo, un grande inno alla pace universale che rappresenta la sua ultima opera pubblica prima della prematura scomparsa, avvenuta nel 1990 a soli trentuno anni. Nel corso della sua intensa carriera collabora con icone come Madonna, Grace Jones e Yoko Ono; interpretando temi universali quali la nascita, la morte e la guerra con un tratto essenziale e immediato, ha codificato un linguaggio universale oggi capillarmente storicizzato nei maggiori musei del pianeta.