La Dolce Vita dell’arte romana. Fioroni, Rotella, Schifano

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La Dolce Vita dell’arte romana. Fioroni, Rotella, Schifano

2016-09-21

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2016-11-05

Rivive nelle sale milanesi della galleria AICA | Andrea Ingenito Contemporary Art il mitico periodo della Dolce Vita romana, evocato attraverso le opere di tre maestri assoluti: Giosetta Fioroni, Mimmo Rotella e Mario Schifano. La mostra presenta circa venti opere — tra smalti, oli e storici décollage — offrendo uno spaccato d'eccezione su una stagione culturale ormai leggendaria. Il percorso ci conduce nel cuore di una Roma in pieno boom economico, centro di gravità in cui confluivano stabilmente registi, divi del cinema, intellettuali e artisti d'avanguardia. Ai tavolini dei bar di Piazza del Popolo si consumava in quegli anni il confronto tra i più grandi pensatori dell'epoca. Unica presenza femminile in questo vivace scenario, Giosetta Fioroni si impose come figura chiave della celebre Scuola di Piazza del Popolo, consacrando la Pop Art italiana alla Biennale di Venezia del 1964 insieme ai suoi compagni di strada. In galleria si ritrovano i suoi famosi lavori eseguiti con colori industriali, alluminio e oro: superfici stratificate di segni e simboli sovrapposti, nate in quel periodo di massimo fervore e oggi considerate tra le vette più liriche della sua produzione. Accanto a lei, l'universo espressivo di Mario Schifano testimonia l'impatto della cultura di massa americana, assimilata direttamente a New York frequentando la Factory di Andy Warhol. Schifano rielabora i temi dei colleghi d'oltreoceano contaminandoli abilmente con richiami New Dada e accenti dell'Espressionismo Astratto. Elementi multimediali, fiori e marchi pubblicitari celeberrimi, come i loghi di Esso e Coca-Cola, diventano i suoi soggetti d'elezione, qui rappresentati da una significativa selezione di lavori eseguiti tra gli anni Sessanta e Settanta. La pubblicità e il manifesto urbano si convertono invece nello strumento di rottura prediletto da Mimmo Rotella, che nella seconda metà degli anni Cinquanta inventa il celebre décollage, applicando su tela manifesti e lamiere strappati direttamente per le strade di Roma. Legatissimo all'humus culturale della capitale, Rotella firma nel 1958 la nota serie Cinecittà, isolando i volti del divismo cinematografico d'epoca per orientarsi verso una dimensione prettamente figurativa. In mostra, accanto ai suoi iconici strappi, spiccano alcune rare opere documentate nel catalogo generale dell'artista curato da Tommaso Trini.

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