Estro ri flessioni Napoli – Giuseppe Amadio

Personale

Estro ri flessioni Napoli – Giuseppe Amadio

12 Marzo 2015

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16 Maggio 2015

Proponendo uno dei linguaggi visivi più affascinanti e magnetici della contemporaneità, la mostra Estro ri flessioni Napoli celebra la colta ricerca plastica di Giuseppe Amadio. Curata da Andrea Ingenito, l'esposizione raccoglie venti tele estroflesse monocromatiche concepite per ripercorrere i nodi cruciali della carriera dell'artista umbro. Al centro del progetto si colloca la raffinata e complessa pratica dell'estroflessione: una tecnica rigorosa, frutto di un'approfondita indagine materico-concettuale situata sul confine mobile tra pittura e scultura. Dilatando la superficie tessile spazialmente verso l'esterno, Amadio scardina e supera i limiti imposti dalla tradizionale bidimensionalità della tela, ottenendo vibranti effetti chiaroscurali e un moto illusorio che cattura e ridireziona lo sguardo dell'osservatore. L'alto valore esecutivo delle opere in mostra risiede nella meticolosa selezione e manipolazione di materiali sia organici che industriali, i quali svelano l'attitudine di un autore che agisce come un autentico "filosofo del fare". La genesi tridimensionale delle sue tele poggia su specifiche essenze di legno, appositamente e tecnicamente curvate, combinate con spessori e lamine in acciaio inossidabile. La superficie viene poi rivestita e trattata con speciali vernici al caucciù, indispensabili per garantire l'elasticità necessaria a sostenere le tensioni della materia. Questo rigoroso approccio costruttivo affonda le radici nella solida formazione tecnico-artistica dell'autore (nato a Todi nel 1944), arricchita da storiche esperienze nei campi del design d'interni e della grafica pubblicitaria su scala industriale. Di fondamentale rilievo storico è stata inoltre la sua ultra-ventennale e assidua collaborazione, in qualità di tecnico di studio, al fianco del maestro Piero Dorazio, un sodalizio cruciale che ha accompagnato il progressivo passaggio di Amadio da una prima stagione caratterizzata da una poetica materico-gestuale all'attuale e nitido rigore di matrice prettamente concettuale. Inserendosi con assoluta originalità e indipendenza in quell'alveo storico e teorico che, muovendo dalle intuizioni spaziali di Lucio Fontana, si è successivamente sviluppato attraverso le ricerche di giganti quali Enrico Castellani, Agostino Bonalumi e Turi Simeti, Amadio edifica un personalissimo alfabeto visivo. Attraverso la modulazione monocroma, l'artista movimenta punti, linee, curve, angoli, quadrati e cerchi, traducendoli in una geometria simbolica e rigeneratrice che evoca le leggi dell'universo. Gli spazi ritagliati e le tensioni imposte alla materia restituiscono una straordinaria potenza energetica, raccontando un cosmo che si accende di dilatazioni e toni vibranti fino a svelarne l'ossatura profonda. Le sue strutture e tensostrutture si configurano così come veri e propri ritratti del mondo e del corrugamento terrestre: iterazioni tensive regolate da ritmi cosmici elementari, capaci di fondere spazio, tempo e storia in un respiro dinamico dal valore infinito.

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