Configurandosi come un'articolata e ricca ricognizione antologica sul percorso di un autore poliedrico ed eclettico, la doppia esposizione Luciano Sozio – Getting there presenta al pubblico partenopeo la produzione di una delle voci più flessuose, versatili e promettenti dell'arte contemporanea attuale. Curata da Serena Ribaudo e realizzata in stretta collaborazione con l’Assessorato alla cultura del Comune di Napoli, la mostra si sviluppa capillarmente attraverso una duplice inaugurazione sequenziale, concepita per restituire la complessità formale e l'evoluzione stilistica dell'artista molisano. Il primo appuntamento prende il via alle ore 17:30 negli spazi del primo piano del PAN – Palazzo delle Arti di Napoli, dove viene accolta la produzione più recente e matura dell'autore: un corpus plastico e visivo che spazia da complesse ed enigmatiche composizioni pittoriche fino a geniali interventi installativi, tra i quali spicca l'opera monumentale Our time. A seguire, alle ore 19:00, l'itinerario si sposta nel cuore del distretto artistico cittadino, presso la sede della galleria AICA in Via Cappella Vecchia 8/a. Questo secondo capitolo espositivo funge da ideale controcanto storico, focalizzandosi interamente sulle opere giovanili e sulla stagione di formazione dell'artista, risalente all'epoca in cui si imponeva all'attenzione della critica con il nome d'arte di Manovella. Presso gli spazi della galleria viene inoltre presentato ufficialmente il catalogo monografico che accompagna e storicizza l'intero progetto. Sin dai suoi esordi, il linguaggio di Luciano Sozio ha catturato l'interesse dei più severi osservatori del sistema dell'arte, portandolo a conquistare il prestigioso Premio Morlotti nel 2010 e a partecipare, l'anno successivo, alla Biennale di Venezia del 2011. Il suo universo espressivo si edifica attorno a ideali "non-luoghi della Risoluzione", popolati da architetture umane mutanti e da una fitta trama di tracce misteriose, costantemente in bilico tra la candida ingenuità infantile e i rigorosi automatismi psichici dell'inconscio. Sorretto da una costante tensione speculativa, Sozio persegue la ricerca di un fluido alchemico capace di congiungere gli opposti: nelle sue visioni, concetti antitetici come inizio e fine, passato e futuro, vita e morte entrano in una metamorfosi perenne, risolvendosi in un disegno di assoluta totalità. Per dare corpo a questa indagine, l'artista dispiega con disinvoltura i codici della bidimensionalità geometrica sulla tela e la forza tridimensionale della materia, orchestrando sculture e installazioni che ridefiniscono la percezione dello spazio e della memoria.