JAMES BROWN

JAMES BROWN

Los Angeles,

1951

- Atlanta,

2006

biografia

James Brown, nato a Los Angeles nel 1951, si attesta nella storiografia artistica internazionale come una figura di spicco e un caposaldo del Neo-espressionismo e del modernismo transatlantico. Formatosi all’Immaculate Heart College di Hollywood e all'École des Beaux-Arts di Parigi, viaggia a lungo in Italia per studiare la pittura rinascimentale e medievale. Questo bagaglio colto gli permette di elaborare uno stile personalissimo, dove la tradizione pittorica occidentale si fonde con le istanze del modernismo e le suggestioni spirituali dell'arte tribale. Nei primi anni Ottanta la sua ricerca esplode sulla scena di New York, diventando un protagonista indiscusso di correnti d'avanguardia quali la Bad Painting e il Neo-espressionismo. Nonostante il successo statunitense e il matrimonio nel 1987 con Alexandra Condon (studiosa di Storia dell'Arte), l'artista sceglie di continuare a vivere a Parigi, integrando la sua opera nel solco delle gallerie europee. Nel 1995 la sua attitudine nomade lo spinge a trasferirsi nella valle di Oaxaca, in Messico. In questo ritiro di nove anni in una suggestiva hacienda, Brown collabora con le comunità locali per creare tappeti tessuti a mano su telai di legno e, insieme alla moglie, fonda la casa editrice d'arte Cape Diem Press, dedita alla produzione di preziose edizioni limitate. Nel 2004 si sposta a Mérida, nello Yucatán, inaugurando un'ulteriore stagione di intensi soggiorni ed esposizioni in Francia, Germania, Italia e Olanda. La sua produzione è capillarmente celebrata per la fluidità con cui si muove sul crinale sottilissimo tra astrazione pura e rappresentazione figurativa. Sebbene gran parte del suo lavoro sia non-realistico, nelle composizioni affiorano costantemente segni evocativi, simboli o profili di volti intrisi di misticismo ancestrale. Massima espressione di questo equilibrio formale è il celebre ciclo Firmament series, in cui ampie stesure di espressione astratta si offrono all'osservatore come mappe cosmiche, evocando liberamente costellazioni, astri o raggruppamenti di rocce. Oggi la sua eredità è pienamente storicizzata dalla critica accademica per la sua capacità di connettere la contemporaneità alle radici più profonde della storia dell'arte.

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