FRANCO ANGELI

FRANCO ANGELI

Roma,

1935

- Roma,

1988

bio

Franco Angeli, nato a Roma nel 1935 e scomparso nel 1988, si attesta nella storiografia critica come una figura cardine e un caposaldo imprescindibile della Pop Art italiana. Dopo un esordio profondamente influenzato dall'estetica informale di Alberto Burri, l'artista sviluppa un linguaggio del tutto originale in cui la superficie pittorica accoglie garze di cotone macchiate di vernice. Da questi velari affiorano, come reperti della coscienza storica, i grandi simboli del potere, dell'ideologia e della violenza del suo tempo: l'aquila imperiale, la svastica, la falce e martello, il dollaro, la croce e la celebre Lupa di Roma (1961), evidenziando una costante riflessione sul tema della memoria geopolitica. Questa feconda stagione lo porta a imporsi come uno dei principali esponenti della celebre Scuola di Piazza del Popolo insieme a Mario Schifano e Tano Festa. Il sodalizio tra i tre maestri, nato nel 1960 in occasione della mostra "Premio Cinecittà" promossa dal PCI, segnerà in modo indelebile il corso delle avanguardie nazionali.

La consacrazione e il definitivo riconoscimento internazionale arrivano nel 1964, anno in cui Angeli partecipa alla storica XXXII Biennale di Venezia — l'edizione che introduce ufficialmente la Pop Art americana in Italia — e interviene alla XI Quadriennale di Roma. Da sperimentatore poliedrico, nel 1968 realizza per Il Teatro delle Mostre, presso la galleria La Tartaruga di Roma, l'iconica installazione ambientale Opprimente, una stanza interamente bianca con il soffitto ribassato da uno strato di polistirolo progettata per alterare la percezione spaziale del pubblico. Durante gli anni Settanta, la sua produzione si apre a temi di profondo impegno politico, come la denuncia della guerra in Vietnam, per poi evolvere verso un repertorio figurativo più geometrico ed evocativo, popolato da lune, piramidi, aeroplani e obelischi che testimoniano il fascino derivato dai suoi viaggi in Oriente.

Accanto a una straordinaria parabola artistica, la biografia di Angeli è stata segnata da un'esistenza complessa e tormentata, densamente legata alla cronaca culturale dell'epoca, come la travagliata relazione sentimentale con Marina Ripa di Meana, successivamente rievocata dalla stessa scrittrice nelle pagine della sua celebre autobiografia Cocaina a colazione. Scomparso prematuramente a Roma nel 1988 a causa delle complicazioni legate all'AIDS, Franco Angeli lascia un'eredità visiva monumentale, oggi pienamente storicizzata nei manuali e celebrata per aver saputo trasmutare i simboli della memoria collettiva in potenti e universali frammenti di pittura contemporanea.

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